31 gennaio 2024

Il fenomeno della neve da nebbia

Il fenomeno della neve da nebbia viene spesso erroneamente definito come neve chimica (partendo già dall’errore di base che qualsiasi elemento della natura è chimico).

C’è bisogno quindi della formazione nebbia e dove se non in Pianura Padana come capita spesso in inverno grazie all’alta pressione, il minor soleggiamento, all’inversione termica, ma anche per la particolare conformazione orografica del territorio di valle chiusa.

I banchi di nebbia sono delle nubi a contatto col suolo che possono dare luogo a questo nevischio con i valori termici sottozero. Parliamo di una neve che però non ha a che fare con il passaggio di una perturbazione.

Immagine del 29 gennaio 2024 – fonte ADAM

Nel dettaglio…

La neve da nebbia è una precipitazione dovuta al brinamento quindi al passaggio diretto dal vapore allo stato solido. In certi casi si possono avere anche dei deboli accumuli al suolo.

Il fatto che i banchi di nebbia siano favoriti nella loro normale formazione in condizioni da ristagno degli inquinanti che si vanno ad aggiungere ai nuclei di condensazione già presenti in aria, non giustifica il termine di neve chimica. Un termine fuorviante, privo di senso in termini di classificazione meteorologica, ma totalmente distorta da un punto di vista concettuale più generale. Si basa sulla assurda credenza per cui “chimica” viene utilizzato necessariamente come sinonimo di “non naturale”, o peggio ancora di nocivo o di malefico. Come se qualsiasi sostanza, a partire da quelle alla base del ciclo della vita, non sia a sua volta costituita da elementi chimici.
(fonte Filippo Thierry)

La nebbia è formata da goccioline allo stato liquido che rimangono sopraffuse anche quando il termometro va sotto lo zero, ma se vanno a congelare istantaneamente a contatto con la superfice, si ha la cosidetta galaverna. Perchè avvenga questo ci vogliono condizioni di calma atmosferica in modo che le goccioline stesse non si tocchino tra loro.

Galaverna e neve da nebbia possono presentarsi assieme durante la stesso momento.

Foto della neve da nebbia a Verona di Alessandro Carlevalis

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24 gennaio 2024

Come si genera la neve?


Un fiocco di neve nasce quando il vapore acqueo attraversa l’aria e si condensa (passando dallo stato gassoso a quello solido) su una particella, formando così un cristallo di ghiaccio che si sviluppa gradualmente.

I due modi fondamentali in cui il vapore può condensarsi giocano un ruolo determinante nella forma finale del fiocco di neve.


Il primo modo è la formazione di “sfaccettature”, che sono essenzialmente facce piatte su una forma tridimensionale, simile a un prisma. Queste sfaccettature si sviluppano naturalmente durante la crescita del cristallo, riflettendo la forma delle molecole che compongono il ghiaccio congelato, caratterizzata da una struttura cristallina a sei lati. Questa simmetria a sei lati è la base della simmetria del fiocco di neve.

Il secondo modo è la formazione di rami, che dà origine ad affascinanti strutture simili ad alberi. I rami si sviluppano perché il vapore acqueo si condensa sulla prima superficie che incontra. Se ci sono piccole protuberanze sulla superficie del fiocco, il vapore si condenserà su di esse anziché proseguire. Queste protuberanze crescono ulteriormente, aumentando la probabilità di catturare più vapore acqueo e formando così un ramo.

Sebbene il fiocco di neve inizi generalmente come un prisma a sei facce, la sua crescita può oscillare tra la formazione di sfaccettature e la creazione di rami. Entrambi i processi possono anche verificarsi simultaneamente. Cambiamenti quasi impercettibili di temperatura e umidità nell’aria influenzano il comportamento delle molecole e la condensazione.


Un fiocco di neve che cresce in una nuvola, attraversa varie condizioni mutevoli. Quindi è molto improbabile che due fiocchi di neve sperimentino le stesse identiche condizioni fino al livello microscopico. Questo spiega perché non esisteranno mai due fiocchi di neve veramente uguali.

Alcuni studiosi hanno classificato oltre 3000 forme di cristalli della neve fresca.

Qual è la condizione favorevole alla caduta della neve al suolo?

La sopravvivenza dei fiocchi durante la loro caduta, dipende principalmente dal livello dello zero termico (l’altezza rispetto al livello del mare), dall’altitudine al di sotto della quale la temperatura dell’aria passa da valori negativi a positivi.

In genere la neve è molto probabile in pianura se lo zero termico cade entro i 600m a seconda dell’intensità delle precipitazioni.

Se abbiamo l’ingresso di correnti molto calde in quota, mentre al suolo si presentano ancora temperature negative, avremo la pioggia ghiacciata o gelicidio. Le precipitazioni arrivando a terra formano uno strato di ghiaccio, molto pericoloso per tutti i veicoli che rende impraticabile le strade. Il peso di questo ghiaccio sugli alberi ne può portare alla caduta.


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