Il 26 luglio 2021, per il terzo giorno consecutivo durante questo peggioramento, ci sono possibilità per fenomeni violenti al Nord. La zona con gli indici migliori oggi sembra essere il Veneto centro-Occidentale. I temporali dovrebbero partire dall’Appennino Emiliano e avanzare velocemente verso Nord-Nord-Est puntando il Veronese, un po’ come accadde il 29 agosto 2020.
Nel primo pomeriggio diverse celle si formano proprio sui rilievi appenninici, con due nuclei principali: uno sul Parmense e uno più a Est, a Sud di Modena. Aspettandomi un moto deciso verso Nord dei temporali, dal Veronese in cui mi ero portato per attendere la convezione mi sposto verso Sud, con l’obiettivo di incrociare la cella più occidentale.
I temporali però, probabilmente a causa del fatto che si sono formati molto presto e il forte getto da Sud che li avrebbe dovuti trainare rapidamente verso le pianure venete non è ancora entrato, rimangono sulla linea del Po e prendono un moto verso Est.
La supercella nel Mantovano
Arrivato nel Mantovano quindi rimango impestato in una posizione troppo occidentale per vedere bene la cella che nel frattempo si è molto rinforzata diventando dominante su tutte le altre. In più sono pericolosamente vicino alle precipitazioni e so che se voglio vedere qualcosa devo riuscire ad arrivare almeno a Est rispetto al temporale.
L’enorme incudine e le nubi basse che entrano nell’updraft:
La zona non aiuta, nel Mantovano non ci sono strade a scorrimento veloce né tanto meno autostrade che vanno a Est. In più un altro problema è dato dalla presenza del Po, tra l’altro in un tratto con una penuria assoluta di ponti. Dovrei scendere a Sud per essere in posizione più comoda e meno pericolosa, ma non posso farlo senza rischiare di finire dentro il temporale perché ci sono troppo vicino, e sulle strade si fanno i 60 km/h massimo.
Quindi si continua verso Est. Poco prima di Ostiglia (MN) finalmente riesco a vedere la struttura. Si tratta di un’intensa supercella di tipo Hp, con una base molto bassa che spunta minacciosa dall’argine del Po. Ho il tempo solo per fermarmi, scattare un paio di foto e ripartire. Il rovescio è sempre alle calcagna, e me lo ricorda a intervalli più o meno regolari buttandomi addosso qualche gocciolone da un paio di litri ciascuno.
La struttura a Ostiglia (MN):
E l’ultima cosa che voglio è finire dentro quelle precipitazioni, che poco prima nella zona di Fidenza (PR) hanno letteralmente devastato le auto sull’autostrada A1 con chicchi di grandine di 6-8 cm di diametro.
Continuo sulle strade secondarie fino a Bergantino (RO), vedendo la supercella a spizzichi e bocconi quando non è troppo rischioso fermarsi. Qui finalmente la strada piega verso Sud e posso levarmi dal tiro della parte più intensa dei rovesci.
Nei pressi di Castelmassa (RO) cerco un riparo, mi fermo e aspetto che il temporale mi passi sopra con la sua propaggine più meridionale, in cui comunque è presente un po’ di grandine.
La cella prosegue la sua corsa verso Rovigo ma inizierà ben presto a indebolirsi.
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