Gennaio 2026 è il 5° più caldo di sempre a scala globale. Infatti dai dati di Copernicus è stato di 1,47°C sopra la media del periodo preindustriale mentre di +0,51°C rispetto al 1991-2020, con temperatura assoluta di 12,95°C.
E’ stato di 0,28°C più “fresco” del gennaio 2025 (tutt’ora il più caldo).
Uno vedendo questi dati si direbbe, ma come a gennaio c’è stato del freddo in Europa e in Italia, come al solito le cose vanno viste non a sensazione personale, non a livello del proprio orto ma nel suo insieme.
Focus sulle maggiori anomalie termiche
Si notano due aree con anomalie termiche opposte e molto marcate sull’emisfero settentrionale. L’area con le anomalie negative più rilevanti è stata quella compresa tra l’Europa orientale e la Siberia: un blocco di aria gelida “pellicolare” che non si vedeva da diversi inverni. Pensate che, in alcune zone, il mese appena trascorso si è chiuso mediamente a 7 °C sotto le medie del periodo.
Un’area così estesa ha favorito anche nevicate da record in Giappone. Nella prefettura di Aomori, la neve ha raggiunto 1,7 metri in pianura (il 3 febbraio), il valore più alto degli ultimi 40 anni, secondo l’Agenzia Meteorologica Giapponese.
Se osserviamo invece le anomalie negative sugli Stati Uniti orientali, notiamo che sono meno marcate, anche perché si tratta di aree dove gli scambi meridiani tra masse d’aria diverse sono all’ordine del giorno.
Di contro, un caldo record ha interessato la Groenlandia e buona parte dell’Artico, dove l’estensione della banchisa è stata la 3° più bassa mai registrata.
Si nota bene, infine, come nel Mediterraneo le temperature siano risultate solo leggermente sopra la media del periodo, nonostante tutto quel freddo presente a nord-est.
Un mese molto caldo è stato su buona parte dell’Australia dove per diversi giorni le massime sono finite attorno i 50°C.
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| Un focus sulle anomalie termiche nell’Emisfero settentrionale – fonte Copernicus |
Gennaio per l’Europa?
Se si guarda invece come è andato gennaio per l’Europa è stato il più freddo dal 2010, ed il terzo più freddo dal 1987. L’anomalia negativa è stata di 1,63°C rispetto al 1991-2020 (che ricordiamo essere il trentennio più caldo).
Un raffreddamento che ha interessato soprattutto i settori europei nord-orientali, grazie alla continua discesa di aria gelida Artica per una corrente a getto polare più ondulata nella seconda parte del mese. Il mediterraneo oltre a rimanere ai margini di questa circolazione, porta con se un surplus di calore dal mare per l’anomala stagione estiva.
Un mese di gennaio che ha fatto ricordare come erano gli inverni del nostro continente prima del 2010, ma comunque molto lontano da quelli che erano prima del 2000. Un mese contraddistinto anche da una buona copertura nevosa arrivata fino al 70%.
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| Anomalie termiche al suolo per l’Europa nei mesi di gennaio dal 1980 ad oggi – fonte Copernicus |
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