Milano Cortina 2026: ci ha mostrato come il riscaldamento globale stia sempre più influenzando l’inverno e anche le Olimpiadi invernali. Infatti oltre alle temperature sopra la media del periodo, la neve non si è fatta vedere nella parte iniziale della stagione fredda sulle Alpi orientali.
A Cortina, a febbraio, dal 1956 al 2025 le temperature sono aumentate in media di 3,6 °C (6,4 °F visibili nel grafico), secondo uno studio di Climate Central.
Un aumento di quasi 4°C ai 1200m circa delle Alpi, infatti la neve ormai ha difficoltà a rimanere sotto i 2000m anche durante il periodo più freddo. In libera atmosfera significa che in zona la quota neve si è alzata di circa 600m negli anni (la temperatura salendo in quota diminuisce di 1°C ogni 150m).
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| Variazione delle temperature a febbraio dal 1956 al 2025 a Cortina d’Ampezzo |
Le condizioni non sono più ottimali per gli sport invernali. Queste tendenze al riscaldamento sta portando ad una netta diminuzione delle giornate in cui il termometro rimane sottozero.
Cortina d’Ampezzo registra ora 41 in meno di questi giorni all’anno rispetto a quando i Giochi si tennero lì per la prima volta nel 1956.
Inoltre, il numero di località ospitanti affidabili sta diminuendo con il riscaldamento del pianeta. Probabimente, su 93 potenziali siti ospitanti, solo 52 avrebbero condizioni affidabili e sicure per gli atleti, tali da poter ospitare le Olimpiadi invernali nel 2050.
Gli eventi paralimpici che si svolgono a marzo andranno incontro a maggiori criticità.
Come contrastare i cambiamenti climatici in montagna?
Il riscaldamento globale sta trasformando profondamente gli ambienti montani e mettendo a rischio il futuro degli sport invernali. Se alle prime Olimpiadi del 1924 quasi tutte le gare si svolgevano all’aperto, oggi molte discipline sono state spostate al coperto o dipendono da infrastrutture artificiali a causa dell’aumento delle temperature. Neve sempre più scarsa e inverni più brevi costringono gli atleti a inseguire condizioni favorevoli, riducendo le opportunità di allenamento e aumentando i costi ambientali.
Sport come snowboard, sci alpino e bob sono già fortemente penalizzati: stagioni accorciate, gare cancellate, piste refrigerate artificialmente che consumano energia.
Contrastare il riscaldamento globale in montagna significa ridurre le emissioni, limitare la dipendenza da innevamento e refrigerazione artificiali, ripensare i grandi eventi sportivi in chiave sostenibile e proteggere gli ecosistemi alpini. Senza interventi concreti, non è solo lo sport a essere in pericolo, ma l’intero equilibrio ambientale delle montagne. Ripensare anche un turismo basato sulla neve.
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